giovedì 20 dicembre 2007
Il Creatore di Sogni
Ci sono poche persone che, pur potendo scegliere, preferiscono realizzare prima quelli degli altri e poi i propri.
Ci sono poche persone che con gesti "senza spazio e senza tempo" suturano sulla pelle degli altri emozioni, ricordi e momenti eterni.
C'e' una persona, e questo ve lo posso assicurare sulla mia vita, che e' in grado di "creare e realizzare sogni".
Grazie Giammy.
J.M.P.: "un simbolo di unicita' tatuato sulle nostre anime"
Ps: (per i lettori del blog) sono ancora vivo, tra sogni e realta'. Tornero' presto all'opera e forse sara' la volta di un post in inglese...
Un abbraccio "estivo".
C.k. (in Melbourne)
mercoledì 12 dicembre 2007
Nuovo Post in Arrivo...
Sarà come al solito improvviso e poco comprensibile.
Era solo per informarvi che qui tutto prosegue.
Sydney merita ragazzi.
Settimana prossimo me ne andrò a Melbourne... Vero è...
Ora vado a nanna.
H.03.00 (+ o -)
Un bacio alle "donzelle"
Ciao "stella cadente sopravvissuta"...
Ste

Ps: non ho più ispirazione...
Forse sto scrivendo troppe mailz o troppa tesi...
Scegliete voi.
Domani 9 h di seminario...
Bella storia...
Vado a nanna...
martedì 4 dicembre 2007
Tre storie... Tre !
"se si potesse andare in galera per aver ucciso (bevuto con foga)
una birra,
lui prenderebbe l'ergastolo"
Rieccomi, sono ancora vivo.
Se il calendario, franco, mi aiuta a realizzare che il tempo stringe, e che stringe proprio dove fa più male, con questo post cercherò di rivivere, per iscritto, e di rallentare, anche se solo per poco, lo scorrere del tempo.
Tre storie... che vorrà raccontarci questa volta Stefano?
Tre momenti decisamente assurdi. Vissuti con attimi di black out mentale, con gruppi di attimi di voglia di urlare, ma con una ferrea attitudine al rispetto verso il prossimo, anche se...
I fatti sono questi, statemi a sentire.
(Orari, luoghi e personaggi, nonché nomi e frasi utilizzati nei prossimi racconti sono totalmente frutto della mia realtà, cioè di un buon esempio di fantasia adolescenziale)
H.2128: appena uscito dal mio baretto di fiducia, luogo dove spesso trascorro il mio "tardo pomeriggio", dopo che i bibliotecari della Fisher Library, in coro, e con spinte sincronizzate, mi intimano di abbandoare il loro tempio. Inizio, fin da subito, con bugie macchiate di marmellata. Si introduce e si conclude più o meno con le stesse cose no?
Torniamo alla prima storia. Esco dal baretto, con la barista. Ebbene si. La barista ne vuole a metri (scusa mammi, ma quando ci vuole ci vuole), ma io non ne ho cosi tanto, quindi gioco d'astuzia e faccio l'introverso. Guardo spesso nel vuoto, sorrido timidamente. Ma la barista, ormai tornata nei suoi panni di comune mortale, si dimostra abile e arruolata in chissà quale "con-sorellita" finlandese, viste le sue origini finniche, e fi....che aggiungo io, e riesce anche a mettere a "mio" agio, la parte timida che è in me.
Optiamo per un locale appena aperto in Broadway. L'impatto col clima glaciale che decorava tutto il pub avrebbe presentato molto presto il suo conto, un bel colpo di freddo, eh già, proprio li dove può far veramente "star male", sia te che il prossimo.
Ma andiamo oltre.
Ordiniamo due bicchieri di vino, a testa (mao), di un vino del New South Wales. Il locale è vuoto, proprio come il sapore del vino, e come il mio stomaco nel giro di qualche minuto, grazie alla "gentile" brezza marina.
Il primo sorso aveva gia presentato il suo orrendo sapore, quando il barista, senza che nessuno avesse chiesto nulla, forse spinto contro-voglia dalla "bufera condizionata", inizia a menarcela sulla storia del vino.
Un sacco di parole, alla rinfusa, e un sacco di sguardi per la fi(nni)ca.
"E va bè" penso io "vediamo come se la gioca".
Dopo aver fatto (bestialmente) finta di saperne, e dopo che lei, sempre la stessa 'ica, disgustata dal sapore cercava il mio sguardo affinché gli dicessi qualcosa, eccolo che inizia col dire che lui lavora in questo locale, ma che in realtà è anche un designer di successo, ma che per trovare l'ispirazione ha bisogno di un bar, di questo bar (e del suo clima scandinavo), perché solo li può trovare l'atmosfera di cui ha bisogno. Cose folli. Neanche io ho mai detto cose così assurde in così poco tempo.
Mentre cercava di capire se la sua prima "strategia" stesse avendo un minimo di successo, rieccolo saltare "di palo in frasca" ed iniziare a parlare della sorella, dell'amata sorella tanto diversa da lui, tanto cara.
Mi viene quasi voglia di apostrofarlo con qualche moderato insulto "trentino", ma tengo botta, ripenso al vino appena bevuto, e mi lascio catturare nuovamente dal disgusto "rosso".
Lei, Strafica, originale nome finnico di chiara origine etero, mi stupisce. Non si mette a conversare col barista sulla sorella, su quello che fa, su chi frequenta e su quanto può arrivare ad abbronzarsi in estate? Io non ho più forze. Il mio corpo chiede una tregua. Eccola. Liberato dagli ultimi dolori provati, torno a porre il mio "sederino" al posto di prima, nel bel mezzo di una discussione che vedeva il padre del (maledetto) barista al centro di una tradizione familiare di pittori australiani. Stop. No, continuo con la storia. "Stop" l'ho detto io, o meglio, la mia lingua anticipando il mio cervello. Lui mi guarda. Non se l'aspettava, credeva quello che non doveva credere, cioè di aver conquistato la singolare platea. Lei mi guarda, sbalordita.
Io inizio a parlare del mio gatto "Leonardo" che riesce a palleggiare e scrivere poesie d'amore, il tutto "musicato" da continui miagolii che compongono la "Nona Sinfonia" di Beethoven.
Lui abbassa prima lo sguardo e poi la testa e con la coda tra le gambe torna dove sarebbe dovuto sempre rimanere, cioè dietro il bancone, in castigo!
No dai... non è andata proprio cosi.
Ad un certo punto, io e lei iniziamo a parlare cercando, piano piano, di trasformare un'involontaria (ed involuta) discussione, in un involontario (ed involuto) monologo.
Lui fatica a capire. Inizia a dimenarsi, ma ormai il suo destino sembra inevitabile. Dopo qualche ora ecco entrare un'ambulanza nel locale e portarlo via. Il "tale" aveva iniziato a minacciare se stesso con promesse di un licenziamento improvviso.
Scherzi a parte, dopo qualche minuto di reale soliloquio, dove si stava giocando tutto, un cliente, seccato, pretendeva la sua birra, e il "nostro eroe", suo malgrado, dovette abbandonare "il campo di battaglia".
Ero di nuovo solo con la 'ica. Passo alla birra. Lei ad un Bayles. Si chiacchiera. Cose più o meno sincere. Il locale sta per chiudere, ma noi no. MI accompagna a casa. La saluto sventolando la manina, salgo le scale ma non mi volto, perché lei è davanti a me... ahahahahah...
La seconda storia è accaduta la mattina seguente.
Mi reco nella mensa della Sydney University, dove spesso rimango a studiare nel primo pomeriggio. Sono carico. Le righe della tesi aumentano senza troppa difficoltà. L'ispirazione viene e va, si sa, ma quando se ne va per colpa d'altri viene proprio voglia di inc....rsi!
Un "non troppo discreto" signore, anziano all'anagrafe, ma giovanissimo nel rompere i c.....i, inizia ad intrattenere relazioni più o meno pacifiche con tutti gli sciagurati studenti presenti nella sala.
Io, cuffie munito, con sguardo fisso verso lo schermo, opto per l'indifferenza più totale. Mi rifugio nel mio "autismo sordo", e cerco di non offrirgli spiragli.
Ma non c'è niente da fare. Alla quinta birra, sagacemente custodita in un sacchetto di nylon, eccolo mirare verso di me.
Lo sento e poi lo vedo.
Ve la faccio breve: il suddetto è rimasto per esattamente 54 minuti a parlare con il sottoscritto, mettendo a dura prova, dopo poco piu di 12 h dal primo episodio, la mia infinita pazienza. Argomenti sputati (sul mio braccio) dall'aitante 69nne: Aborigeni, morbo di Huntington, yoghurt miracolosi, politici australiani, giornalista di cui non ricordo il nome, amico chitarrista, diversi modi di "giocare" con il proprio "fallo", il tutto reso più digeribile da un continuo bruxismo (digrignare i denti).
I due miei amici baristi, finalmente, si avvicinano e consigliano al "giovane vecchio" di "lasciarmi in pace". Lui ride e rilancia chiedendomi di dire se realmente un disturbo mi era stato arrecato o se di una vera e propria discussione si dovesse parlare.
Io sorrido. E, vista l'età dell'interlocutore, vista la fine vicina, rassicuro i due baristi mentendo con parole del tipo "ma no, anzi... mi ha dato pure degli spunti per la tesi".
Per evitare di ricadere nello stesso baratro però, salto in piedi e adduco la scusa del bagno per sbarazzarmi di tutto e tutti. Il "savio prestigiatore di pensieri assurdi" se ne va sbandando, sopratutto verso destra. Io mi lavo la faccia, tre volte, e scoppio a ridere.
La terza storia, in short, la trovo a pochi metri da casa. Dopo aver pedalato per 3/4 km sotto la pioggia sydneyese, mi avvicino al Blockbuster. Un film dopo una giornata sui libri. Ci può stare no?
Sono lì per entrare ed ecco che qualcosa (qualcuno) distoglie ed accoglie la mia attenzione.
E' un esemplare di "stanca e stufa essere umana". Io la guardo e le sorrido. Lei apprezza, mi si avvicina e mi invita a condividere il suo malessere. Non era di certo una che si lamenta per nulla. In rapida sintesì: nell'ultima settimana è riuscita a perdere la patente per anno, farsi lasciare dal ragazzo dopo 9 anni, (la tizia ne ha 33 di anni), e farsi trattenere per 2 giorni in ospedale per esser stata pescata in una "proprietà privata" a giocare e parlare con una statua che aveva inappropriatamente preso in prestito dal parco comunale poco distante.
I miei occhi balbettavano ed il mio cervello assaporava continui crampi al lobo temporale. Lo so, descriverlo e non viverlo non sono la stessa cosa, ma vi assicuro che questa era veramente incredibile.
Un saluto rapido ed indolore dopo una buona mezzora di chiacchierata e riproposizione di "metri di voglia" da parte della "Ma(re)tta", forse amica della "Fi(nni)ca", sancirono e sanciscono la fine della mia giornata di ieri e del mio racconto..
Forse sarebbe meglio seguire il consiglio dello spot dalla "Boag's Beer"...
Bella li... non l'ho nemmeno riletto questo post...
Forse un po' troppo lungo.
Da prendere a piccole dosi.
Qui sono gia le 19.00. Un altro giorno sta per salpare ed andarsene per sempre.
A presto.
Ste
giovedì 29 novembre 2007
Come foglie su di una terrazza...
Ciao ragazzi. Oggi è un giorno un po' diverso. Oggi mi sono tagliato i capelli. Solito salto, da un estremo all'altro. Ma non è di certo speciale per un "semplice" taglio di capelli, per quanto radicale. Oggi c'è l'incontro col professore, o meglio, con Sandro.Ebbene si. Le pagine scritte sono diventate, come per magia, 27. Si, un bel numero. Ora c'è da capire quanto di "bene" è situato nel "male" che ho creato, o viceversa. Opinabile quanto meno.
"Bevi l'amaro amore". Buffo no?
Mancano ancora 5 o 6 h. all'incontro. Sto pranzando a casa. Tortellini con sugo alle olive. Onesto e commestibile.
Ieri, parlando con Ciro, abbiamo scoperto che in certe parti del mondo è più facile fare conoscenza con donne, e magari uscire con loro, piuttosto che ammazzarsi di pugnette tra amici. Bizzarra realtà quella australiana. O forse la mia di "Australia".
Non era questo che mi chiedevate?
Raccontarvi la mia di Australia.
Che dire?
Stefano sta allargando le sue vedute. Inizia ad averne un'idea. La musica. Che invenzione.
Ci sono dei bar che mi salutano pronunciando, più o meno graziosamente, il mio nome, ci sono semafori che mi scrutano, ma poi, dopo qualche occhiata, mi lasciano pacificamente passare. Ci sono verbi di raro utilizzo che sembrano, pian piano, consigliarmi il nome del loro parente italiano, c'è il mio Mac Book che "beato chi l'ha inventato". Ci sono facce amiche, ci sono brutte facce, ci sono "senza faccia", ci sono strade deserte e poi piene, locali che aprono e locali che ri-aprono. Ci sono pagine di storia australiana che non avrei mai voluto leggere e giorni (e notti) australiane che non avrei mai immaginato. Ci sono sorrisi sinceri. E ci sono sinceri sorrisi falsi. Ci sono bocche cucite e lingue in continuo movimento. Suoni per ciechi,
Ci sono km a piedi, km sul bus, km sul treno. Ci sono km di cielo che si ripresentano ogni mattina. Ci sono piogge improvvise e notti interminabili.
"I don't mind if you don't mind, coz I don't shine if you don't shine".
Ci sono frasi di canzoni che non hanno nessun destinatario, che mi piacciono in quanto tali. Che mi fanno andare su di giri e restarci. Ci sono ore passate a leggere. Minuti passati a scrivere. C'è che sono dall'altra parte del mondo e a volte mi sembra incredibile. C'è che vivo da solo. C'è che sono un ometto ormai. C'è la pasta Barilla. C'è il sugo Barilla. C'è che il letto è comodissimo, troppo. C'è che c'è e c'è che ci sono.
C'è un pezzo di casa qui. C'è la "honey", la "flow", la "luxy", la "lightwire", la "merlino", la "drink", la "icselle", la "ipe", la "lisca", la "artica".
C'è che il tempo vola. C'è che sto bene. C'è che rido e parlo da solo, ma anche in compagnia. C'è che mi hanno chiamato "hot kisser", "italian stallion", "smartass", "stranger", "friend".
C'è un po' di tutto in questo mio vivere un po' fuori. C'è la mia parentesi australiana. Direi parentesi graffa, perché ci sono altre migliaia di piccole parentesi dentro.
"Can you read my mind?"
Ah, ci sono risvegli improvvisi nel cuore della notte, film visti ad orari improbabili, improbabili film visti ad orari probabili, e poi ci sono frasi ed effetto, modi di dire, modi di non capire (i miei), modi di essere, modi di "avere", modi-ci prezzi.
Ci sono ombre. Familiari, paurose, presenti e passate, solari e lunari, animate ed immobili, piccole e grandi. Mie.
Cielo grigio oggi pomeriggio. Che sia un presagio della tempesta serale?
Vado a docciarmi.
A presto.
Se avete domande, facili, fatele pure. E se leggete quello che scrivo, datemi un segnale. Valgono anche insulti più o meno civili.
"The stars are blazing like rebel diamonds cut out of the sun when you read my mind"
Stef
Ps: Rapac, dai un occhio alle mail. Ce n'è una per voi con oggetto "Re: ma ci sei......"
A presto! A tutti!
domenica 25 novembre 2007
One day - One way

Sono a Glebe Point Road... nel FairTrade Cafè...
La tesi sta andando avanti...
Ho realizzato che è il caso di scrivere qualsiasi cosa su sta c.... di tesi, altrimenti le pagine non aumenteranno.. MAI!!
Dopo aver parlato dei minatori cinesi, e della crisi economica successiva al boom (mmmh.. non sarà mica il capitalismo?!?!?), sono arrivato a questo benedetto 1901.
Il Commonwealth of Australia è arrivato.. finalmente..
Sono a 13 pagine.
Devo arrivare a 20. Poi parlare di altre storie.. cicli migratori, politiche migratorie, tipe migratorie, sberle migratorie, tori migra-tori, pin-tori migratori...
POi il concetto di Confine.. e li sarà da ridere.. (x arrivare a 30 di pagine)
visto che Sandro oltre a sapere già tutte le cose che scriverò in questa maledetta tesi, è pure specializzato sui "confini".....
AIIIIIIIUUUUUUTTTTTTOOOOOOOOOOO!!!
Dai.. voglio scendere.. abbiamo scherzato.. io non so scrivere una tesi.. riesco a malapena a leggerne una..
AIUUUUUUUUUUUTTTTTTTTOOOOOOOO!!
Mi sembro una checca (faggot) isterica...
Ora EGGS & BaCON...
Dai che mi ripiglio...
Dai che si riparte.
Poi c'è Lexi... ragazzi che "tipo"...
Mentre vi sto scrivendo, mi basta alzare gli occhi per vederla...
Che spettacolo.
Il bar è una sua prosecuzione... e si muove con lei...
Come ho scritto a qualcuno..
"lei è dolce, lei è come il vento" (auto-Cit.)
Certe emozioni fanno ringiovanire...
Ora mi tocca scrivere un paio di cose su "Collapse of the Banks"...
Mmmh.. bene..
Poi 1^ e 2^ w.w., cold war, vietnam, e altre menate...
che storiacce..
ragazzi..
Detto questo posso anche dirvi che, sempre per la mia tesi, John Howard ha perso le elezioni..
posso dirvi che il Napoli spacca duro.. che la Juve non fa paura a nessuno, che il tempo qui è un po' pazzerello, che ho parlato per 3 h con un tipo gay (cosi mi avevano detto) che poi non si è rivelato tale. Continuava a parlare di donne ed io.. boh.. questo me la vuole ficcare all'improvviso, distraendomi con la patata per poi infilarmi la carota.
E invece no... questo è ambi-destro.. (donne e uomini), ma forse non ci va neanche con gli uomini...
Boh...
Credo che rimarrò sempre mancino... ambi-destro fa strano..
ambi-destro può far tanto male...
ambi-destro rischi di non essere nè destro nè sinistro (o forse decisamente "sinistro" e a rischio di compiere un "sinistro"...)
che brutte immagini.. mmmh.. "sinistre" direi..
Quello che doveva essere un commento si è rivelato, per la 3^ volta un nuovo post.
Che gran chiacchierata poi "prima" con Bito.
Da Austria ad Australia.. come disse proprio Bito.. proba si paga come una chimata nazionale.
Boh..
Skype che mistero..
"certo che questo Iridium Tim è pazzesco.. sei in mezzo all'oceano e ti sento qua dietro" (Cit.)
Gran chiacchiere, tante risate, tante sensazione e "cose" simili.
Il mondo è sempre più simile...
Cmq, ragazzi.. "Lexi" domina...
Ora mi sorride, io vado fuori di matto...
Proba non succederà nulla. Già, qnd mi piacciono troppo non ci stanno...
Capita. No?
Spero di riuscire a fotografarla...
Nella sua semplicità è allarmante.
Il suo sorriso, il suo bacio (attento Johnny ti sei fregato con le tue mani...)...
I'm talking about you sweety. One like no-one. As I told you.. I'd like to wake up with you one day..
Say something...
" ... ... "
Che storia...
Torno alla tesi...
Probabilmente questo post sembrerà un po' assurdo. Ma che vi posso dire?
"Dubbid'io" è anche questo.
Cmq, Lexi... Notorious!!!
Ciao Let-tori (ma esistete ancora?!?!)
By "un pazzo"
mercoledì 21 novembre 2007
Una giornata "tipo"
Maaaaaaaaaaaaaaaaaaaaooooooooooooooooooo.............
Torno dopo una giornata infinita che ha visto, in rapida sintesì:
il mio risveglio h.domani e 30;
la mia colazione al bar italo-australiano (con tanto di cameriere finocchio annesso);
bus 352 (dopo 28 minuti d'attesa);
fisher library (poco piu di 4 secondi);
manning house (dove vegeto, e provo a studiare);
fino alle 17 ci credo un casino;
le pagine aumentano (ma solo quelle lette);
delle pauese delle pa pa pa.. pause;
mi dirigo a glebe point road (mi gasa perché lo so a memoria.. il posto? no, il nome..)
h. 18.99 (lo so... ma una volta quando il mio Casio digitale era andato in tilt le ha fatte... davvero!!!)
h.19.00 incontro un suono, un'immagine.. aaaaarg..;
h.19.01 era solo un sogno? o meglio, era solo uno specchio;
h.21.40 mi consigliano di andarmene, ma io stavo scrivendo il pezzo piu bello della mia tesi, allora rifiuto, e le prendo... cosa non si fa x una tesi... (specialistica palesemente);
le pagine aumentano, sempre le stesse...;
consumo un libro, non mi serve più;
faccio amicizia, si dice così no?
faccio fare amicizia;
amicizziamo;
entro in un locale con una importantissima buffa sotto al piede destro, quello che ieri pomeriggio / sera mi ha permesso di numereggiare all'Ultimo Park (si chiama così davvero...) e dove mi sono gasato quando un non precisato "Jeff" ha gridato "Marvellous" descrivendo in maniera molto sintetica, ma chiara, la mia incredibile (davvero) azione dove ho scartato anche il vice-sindaco uscente... per meglio intenderci come facevo al parco in da Clarina qualche secolo fa'...
il locale è pieno;
pochi attimi prima di inserire i miei infradito in quella bolgia affermo (in inglese) "a me piacciono a stecca i Killers...) e neanche a farlo apposta, sono proprio dentro, proprio loro, dopo la loro tournee australiana.
Quasi capisco il mondo omosessuale (ma solo per un secondo), sono eccitato, si prpr tutto!!!
Che scena...
... sarebbe stata.
Peccato ci fosse solo un tipo che storpiava tutte le parole, ma che ci credeva un casino, quindi va bene lo stesso, tipo Bonjovi a Forli.. (solo per pochi)..
Poi mi gaso con la Tooheyss, troppo buona, troppo gia mia.
Poi scopro che è ora di tornare a casa, perché domani è già pronto, perché domani è gia arrivato.
Ai mercatini ci verrei volentieri, e se i paradossi fossero solo un modo per circoscrivere il mondo del possibile con due sole parole?
q si, q si..
Che figo che è poi tornare a casina, che ormai la sento proprio mia, e trovare qualcuno che silenziosamente, e senza muovere nulla, è entrato, ha lasciato la sua impronta scritta, e se n'è (se ne sono) andato/i.
Non immaginate. O forse si.
Se si, doppiamente grazie.
Un abbraccio in un mercatino "illuminato".
Stef
21 novembre 2007 6.42
lunedì 19 novembre 2007
Un "mio" commento
Ciao ragazzi.Bello leggervi.
I fedelissimi non tradiscono mai.
Qui ragazzi miei il discorso è semplice.
Sono sempre in biblio o a caccia...
ahahah..
Il cielo è sempre piu azzurro e diciamo che lo studio
non è la meta preferita dagli abitanti australiani,
in qst periodo dell'anno.
Io ci provo. Io ci devo riuscire.
La storia australiana è affascinante nella sua semplicità. A tratti improvvisa. A tratti no.
Razzismo, multiculturalismo... chi vince?
La storia ha visto numerosi passaggi di mano tra questi due corridori.
"Australia is a paradoxical Land"
come direbbe il mio vecchio amico Frank G. Clarke.
E c'ha ragione.
Ma tu di che paradosso sei?
Questa è la domanda.
Ormai i paradossi non esistono più, o forse ce ne sono talmente tanti che sono finiti a rientrare nella "normalità", o meglio nella "quotidianità".
20 milioni di persone per 7.682.300 km2...
allucinante... 2,5 abitanti per km2... cioè più o meno un'unghia, o un dente per ogni metro quadrato!!
Un solo stato in un solo continente (dai, non facciamo i pignoli).
Però miei cari amici...
Si sta bene.
Per certi versi, dall'altra parte del mondo significa davvero "camminare sottosopra" o "camminare sulle mani e salutare con i piedi".
Vivere è anche questo.
Qui la diversità è valorizzata per certi aspetti, ignorata per altri, ma fatta pesare su altri ancora.
C'è di tutto. Ma il vero discorso è un altro.
Il "di tutto" ormai è ovunque.
Ma è il "di tutto" che vogliamo vedere noi che determina ciò che poi succede nel "di tutto" che descriviamo.
L'uomo sa adattarsi sempre, ma spesso poi dimentica di essere stato lui stesso il primo a doversi adattare, il primo ad aver cercato, più o meno vanamente, l'aiuto di un suo (quasi) simile.
L'uomo impara e dimentica in fretta.
Questo non si potrà mai cambiare.
Che viva nell'essenza del sapere e dell'imparare, un germe che poi aiuta a dimenticare?
"Verba volant, scripta manent", d'accordo.
Ma se la "scripta" viene coperta da altra "scripta" ciò che realmente "manent" è l'ultimo foglio in cima alla piramide. Una piramide che continua a crescere e ad occultare ciò che l'ha creata, ciò che la sostiene.
Tante belle (o brutte) parole, per dire che il rigore su Ronaldo c'era in quella maledetta partita contro la Juve. (scherzo... cioè c'era tutta la vita... ma era per riprendere fiato)
Per dire che questa esperienza è diversa dalle altre che ho vissuto.
I miei occhi sono curiosi, interessati, un po' più aperti.
La cosa più frequente che ho trovato, chiedendo in giro, nei bar, al supermercato, in università, come sul bus o sul treno, è la ferma opinione della gente.
Qui non c'è spazio per "non so", "dipende, ma che domande mi fai?".
Sarò stato fortunato, o forse no, ma ho trovato tutti uomini (e donne) con idee chiare, o da un lato o dall'altro.
"Si, l'Australia è razzista, ma io no", o "gli asiatici sono veramente troppi, guardati in giro... non li vedi?"
Ebbene, c'è verità in entrambe le frasi. Gli asiatici sono ovunque, ma anche gi scontenti.
E' sempre difficile capire in questi casi, chi sta bluffando.
Parlare non richiede conferme. Mi spiego. Opinioni, frasi dette, parole sbrigative e toni enfatizzati, non prevedono la prova del 9. Non c'è un giudice (per fortuna) che stabilisce "hai detto questo ed ora lo devi confermare e subirne le conseguenze".
Quindi...?
Nessun "quindi".
L'ho scritto prima...
"Verba Volant, Scripta Manent"...
... non vorrete che sia proprio io a "cascarci"...!?!?!
Eddddddddddai...
A presto fedelissimi. A presto a tutti.
Stef
19 novembre 2007 19.29